BlogCome vaporizzare l'hashish (terza parte): con VapCap ‘M’, Firefly 2, Pax 3 e Mighty

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Come vaporizzare l'hashish (terza parte): con VapCap ‘M’, Firefly 2, Pax 3 e Mighty

19-12-2017 - 2 Commenti

Questo è il capitolo finale della mia trilogia sulla vaporizzazione dell’hashish dove discuterò dei risultati ottenuti dalla vaporizzazione di hashish con alcuni dei vaporizzatori più gettonati del momento. Ho cercato di coprire tutte le fasce prezzo, cominciando con l’accessibile VapCap ‘M’ fino ad arrivare al pregiato Firefly 2. Passando per il PAX 3 e il Mighty.

Potresti essere interessato a ripassare le due puntate precedenti della trilogia, nel caso te le fossi perse: Parte prima – cos’è l’hashish? e la Parte Seconda: consigli per la vaporizzazione dell’hashish.

vaporizzare hashish: i concorrenti

Come già accennato nel precedente articolo, ho soprattutto usato il polline che ho sminuzzato usando un coltello pesante su un tagliere.

Ho cominciato con 0.6 grammi di fumo Amnesia Haze e l’ho diviso in quattro pezzi, però mi sono subito accorto che anche spezzettato questa quantità sarebbe stata troppa per le camere dei vaporizzatori che ero in procinto di provare, quindi ho ridotto ogni pezzo a 0.1 grammi.

Nelle prove iniziali con la resina, ho trovato che estraevo molto più vapore che avrei normalmente ricavato con l’erba essiccata. Sarò notevolmente fumato con ognuna di queste sedute, un sacrificio che sono pronto a fare per il bene questo articolo.

Come sempre raccomando l’uso di un polline (o kief) di prima qualità. Non vuoi correre il rischio che delle sostanze contaminanti danneggino il tuo vaporizzatore e la tua salute. Ho incontrato i migliori risultati con delle briciole di polline marrone chiaro, ma un hashish scuro e appiccicoso funziona lo stesso, ma tieni presente che è più difficile da sminuzzare.

Amnesia Haze hash

Un altro consiglio è di trovare della fibra di canapa sbozzimata prima di cominciare, per proteggere il tuo vaporizzatore.

Ho fotografato il prima e dopo di ogni seduta, quindi potrai giudicare te stesso se questa tecnica fa per te. Ho condotto questo test nell’ordine riportato qui sotto, imparando delle lezioni molto preziose con ogni dispositivo, incluso il fatto che non è una tecnica adatta a tutti i dispositivi.

vaporizzatore PAX 3

PAX 3

Il vaporizzatore PAX 3 è stata l’avanguardia dell’attuale generazione di vaporizzatori portatili, non solo eleganti e tecnologicamente avanzati, ma anche con un’ottima performance. La confezione di base include una cartuccia in cui puoi caricare oli e concentrati. Ho usato questo accessorio per l’hashish sminuzzato.

Riempire questa cartuccia è stata un’operazione piuttosto delicata. Ho inserito della fibra alla base per assicurarmi di poter poi togliere facilmente il tutto a fine seduta, anche a cartuccia scottante.

Ho dovuto infilare la fibra attorno alle due prese d’aria della cartuccia che regolano il flusso d’aria, poi, ho posato sopra l’hashish, un’operazione non esattamente facile – ho dovuto usare la lama di un coltello affilato per farci cadere con precisione il materiale botanico.

PAX 3 con hashish 1 PAX 3 con hashish 2

Innanzitutto ho impostato la temperatura al valore massimo per “concentrati”. Il primo tiro è stato molto fresco e denso ma non enorme. Aveva il sapore giusto, di hashish fresco e aromatico, invece che quel sapore bruciacchiato erogato da una pipa. Ho poi ridotto la temperatura a una configurazione media, con altrettanti buoni risultati. Con il senno del poi, sarebbe stato meglio iniziare da una temperatura più bassa e scalare in su da lì.

Come previsto, mi sono sballato piuttosto pesantemente. Mi sono accorto che anche quando prendevo un tiro dopo averlo spento, riuscivo ancora a estrarre qualcosa. Suppongo che ciò sia dovuto al fatto che una capsula in metallo riscaldata a conduzione, mantenga il calore più a lungo.

Anche se già percepivo intensamente gli effetti, ero convito a continuare. Però prima di prendere un altro tiro volevo dare una sbirciata al fornello. La polvere fine che prima ricopriva il fornello era stata annientata, diventando una massa solida che sembrava più resina che polline. Si era attaccata soprattutto alla fibra, ma era anche colata all’interno del canale d’aria che arriva al bocchino, che però non aveva raggiunto grazie ad un filtro in metallo che lascia passare solo il vapore.

A questo punto mi è diventato chiaro che avrei dovuto proteggere le parti esposte al calore in ogni vaporizzatore.

PAX 3 dopo il passaggio dell’hashish

L’ho nuovamente riscaldato e ho fatto tre tiri che sembravano quasi della stessa qualità del primo. Rimasi convinto che questa sistemazione mi avrebbe regalato parecchie sedute soddisfacenti: il PAX 3, aveva superato la prova con ottimi risultati.

Il giorno dopo il dispositivo era in forma come prima, potevo vaporizzare fino alla impostazione di temperatura più alta e continuava ad erogare gustose nuvole di vapore.

A un certo punto, quando è finito il materiale, ha smesso di emettere nuvole. La batteria era ancora a piena carica. L’aspetto positivo della capsula per concentrati PAX 3 è che si può togliere in qualsiasi momento, in caso si voglia alternare con l’erba. Con gli altri tre vaporizzatori questa possibilità non è disponibile.

PAX 3 Punteggio

Facilità di riempimento 3/5

Densità delle nuvole 4/5

Aroma 4/5

Facilità della pulizia dopo l’uso dell’hashish 3/5

Voto complessivo 3.5/5

Storz & Bickel Mighty
 

Per caricare il Mighty mi sono procurato il tampone per liquidi. Assomiglia a una paglietta per piatti compattata, realizzata su misura per il fornello. Dopo aver visto i risultati dell’hashish vaporizzato nel PAX 3, ho aggiunto uno strato di fibra di canapa sul tampone e sopra ci ho posato 0.1 grammi di hashish sminuzzato. Siccome l’imboccatura della camera è ampia, sistemare il materiale è risultato facile. Ho poi aggiunto un altro strato di fibra di canapa – per evitare che lo strato di garza venisse intasato dall’hashish fuso.

Mighty con hash

Delle briciole di hash sono cadute nel solco che circonda il fornello, quindi le ho dovute ripescare. Uno dei pochi difetti del Mighty, che succede anche con l’erba macinata.

Ho immediatamente configurato il dispositivo alla temperatura di 200℃. Ho inalato profondamente tre volte, e come previsto i risultati erano a dir poco spettacolari. I tiri erano densi con un ricco sapore di hashish – come delle piccole caramelle di hashish.

Ho poi aperto il Mighty per vedere cosa stava succedendo al suo interno. Scusate la similitudine un po’ volgare, ma era un po’ come aprire un pannolino, ma senza i cattivi odori. Ispezionandolo da più vicino, ho trovato incredibile vedere quanto il fumo avesse cambiato consistenza. Sembrava resina. Ho osservato con soddisfazione che la fibra di canapa aveva eseguito il suo dovere e aveva completamente bloccato questo pasticcio appiccicoso dal contaminare la garza e il tampone per liquidi.

Mighty dopo l’hash

Ho riacceso il Mighty e le seguenti inalazioni, sempre a 200°C, furono abbastanza piacevoli, anche se dopo il terzo, il sapore diventò un po’ più brusco rispetto ai primi tiri.

Paragonato al PAX, lo batte praticamente su tutti i fronti – a parte il look meno raffinato. Se ti riesci ad accontentare di un dispositivo leggermente più ingombrante e una ricarica senza cavo USB, è virtualmente impossibile sbagliare con il Mighty. Il prezzo non è poi così lontano dalla maggior parte dei vaporizzatori portatili a fascia alta, e una volta provato, non avrai alcun rimorso per aver speso qualche euro in più.

Prima di andare a dormire mi sono regalato qualche tiro in più a 210°C (temperatura massima). Devo ammettere che il sapore era diverso ed era palese che le parti più buone le avevo sprecate con un calore simile. Smisi immediatamente perché non c’era più gusto. Quando ho aperto la camera delle erbe era evidente che il materiale era stato letteralmente annientato, ma che la fibra di canapa continuava a mantenere il tutto molto pulito.

Mighty Punteggio

Facilità di caricamento 4/5

Produzione di nuvole 5/5

Aroma 5/5

Facilità della pulizia dopo l’uso dell’hashish 5/5

Voto complessivo 5/5

Firefly 2
 

Per cominciare ho inserito un tampone per concentrati, con sopra uno strato di fibra di canapa e sopra ancora dell’hashish sminuzzato. Non ho sentito la necessità di aggiungere un altro strato di fibra, come nei dispositivi precedenti. Di tutti i vaporizzatori questo è stato il più facile da preparare. Il coperchio in vetro faceva in modo da spingere al posto giusto qualsiasi materiale che non centrasse il fornello. Attraverso la finestra Firefly 2 si può guardare dal vivo tutto il processo di riscaldamento e di estrazione.

Firefly 2 aperto con hashish Firefly 2 chiuso con hashish

Certamente il Firefly 2 ha un aspetto magnifico, ma sarà capace di vaporizzare l’hashish?

Temo di no.

Ho impostato il Firefly a 200°C – stessa temperatura del Mighty – ma non sono riuscito ad inalare abbastanza da produrre una nuvola. A un certo punto ho dovuto posare il vaporizzatore perché i pulsanti si stavano scaldando a tal punto che non riuscivo più a tenerlo in mano. L’ho lasciato raffreddarsi e in seguito ho usato la stessa tecnica che uso per le erbe e i concentrati: tiri lenti e lunghi, ma ancora senza risultati, continuavo ad avere difficoltà ad ottenere un buon flusso d’aria.

La cosa più strana è che l’hashish sembrava essersi sciolto come negli altri vaporizzatori. Mi sentivo leggermente sballato, quindi per forza ne stavo ricavando qualcosa, è che non stavo ottenendo le nette nuvole e il forte sapore di hashish che mi ero goduto con il PAX e il Mighty.

Ho poi ridotto il calore a 180°C e ho iniziato ad inalare come un pazzo, come se stessi accendendo un sigaro con un minuscolo fiammifero.

E i risultati erano ancora scarsi.

Il fatto che non potevo prendere una buona inalazione, mi ha fatto pensare che il problema potesse essere un’incompatibilità tra il tampone e la fibra. Non avrei mai tolto la fibra di canapa protettrice dal fornello del mio Firefly 2, quindi dopo aver aspettato che il dispositivo si fosse raffreddato, ho tolto il tampone per concentrati. Poi ho provato a 180°C e ancora a 210°C. Ancora niente.

L’ho quindi aperto per vedere più da vicino cosa stava succedendo. L’hashish si era sciolto anche se non mi erano arrivati i deliziosi cannabinoidi che sarebbero dovuti essere rilasciati. In effetti l’hashish e la fibra si erano fusi con la camera e con il coperchio. A quel punto mi sono reso conto che la combinazione dell’hashish e della fibra stavano ostruendo il flusso d’aria. La conclusione a cui sono arrivato è che questa tecnica non funziona con il Firefly 2. Mi sentivo leggermente stordito, ma anche frustrato e deluso, quindi ho piantato lì.

Firefly 2 dopo l’hash

Rimasi perplesso di fronte all’esito del Firefly 2. Forse mi ero dimenticato di un particolare molto importante, restava il fatto non ero riuscito a sbloccare il segreto.

Se qualcuno ha trovato un modo di vaporizzare dell’hashish con il Firefly 2, gli sarei grato se ci raccontasse la sua tecnica nei commenti sottostanti, sarei lieto di provare ogni suggerimento e di aggiornare l’articolo.

Il riempimento e la pulizia sono uno spasso, ma se non ottieni nuvole, che senso ha? Il voto complessivo è 1, e quel punto glielo do solo perché mi sono sentito leggermente fumato (ma a una soglia imparagonabile agli altri dispositivi). A parte il leggero sballo, non ho avuto alcun segno visivo di vapore.

Firefly 2 Punteggio

Facilità di caricamento 5/5

Produzione di nuvole 1/5

Aroma 1/5

Facilità di pulizia dopo l’uso 4/5

Voto complessivo 1/5

DynaVap VapCap “M”
 

Il vaporizzatore discreto ed economico DynaVap VapCap “M” è un dispositivo che si riscalda tramite la fiamma di un accendino, invece che attraverso l’alimentazione di una batteria. Vanta di un’ottima prestazione con l’erba e di moltissimi fans patiti per la sua ingegnosità.

Il riempimento del fornello mi è risultato un po’ complesso per via dell’apertura stretta. Ho usato il DynaStash - un accessorio venduto separatemene – per tenerlo in piedi e poi ho introdotto l’hashish con la punta appuntita di un coltello.

Subito ho inserito la fibra di canapa sbozzimata e poi ci ho aggiunto sopra 0.1 grammi di hashish. Era perfettamente su misura.

VapCap M aperto VapCap M con hash

Avevo già provato a vaporizzare hashish con questo modello. Con tutto il lusso e le spese di altri vaporizzatori – con le loro temperature pre configurate, le loro connessioni Bluetooth – è stato piuttosto gratificante tornare alle cose semplici: ho estratto il mio fidato accendino torcia e mi sono messo al lavoro.

In principio, la vaporizzazione dell’hashish nel VapCap non è troppo diverso dal metodo che usavo da ragazzino, ovvero di mettere una briciola di hashish tra le due punte di coltelli ardenti. Anche se i risultati sono simili, l’operazione è molto meno squallida.

Con le erbe essiccate, normalmente traggo due buone e gustose inalazioni dal mio VapCap seguite da due tiri discreti prima di dover ricaricare il fornello. Con l’hashish è stato diverso e sono riuscito a estrarre almeno sei nuvole dall’ottimo sapore, prima che il gusto cominciasse a diventare sgradevole abbastanza da non voler più continuare.

VapCap M con hash sciolto

Una volta rimosso l’hashish e la fibra di canapa ho notato un po’ d’hashish fuso all’interno della camera/fornello che avrei dovuto pulire. La fibra ha evitato che le piccole prese d’aria sul fondo si intasassero.

VapCap M risultato finale

Se sei alla ricerca di un vaporizzatore portatile ed economico, che ti libera dall’obbligo di trovare un’alimentazione elettrica allora VapCap è di gran lunga la scelta che fa per te. Devi però essere pronto a maneggiare accendini torcia in condizioni non proprio lucide.

È un ottimo dispositivo sia per l’erba che per l’hashish, è il perfetto dispositivo introduttivo per i principianti che vogliono stare attenti alle spese, o per coloro che già possiedono un vapo, ma che non funziona bene con l’hashish – e con ciò mi riferisco a voi ricchi proprietari di Firefly 2.

Con un rapporto qualità-prezzo imbattibile, non si può sbagliare con VapCap. In fondo è una questione di produzione di nuvole, e sicuramente il VapCap ne produce di ottime.

VapCap “M” Punteggio

Facilità di caricamento 3/5

Produzione di nuvole 5/5

Aroma 5/5

Facilità della pulizia dopo l’uso con l’hashish 5/5

Voto complessivo 4.5/5

Conclusioni

Ed eccoci alla fine della mia trilogia sulla vaporizzazione dell’hashish. Che viaggio. La lezione principale è che la vaporizzazione dell’hashish è possibile e potente. Se soffri di insonnia potrebbe essere una soluzione adatta a te, per accompagnarti nel mondo dei sogni.

Se segui i suggerimenti di base, immagino che potresti estrarre una mezza specie di nuvola da qualsiasi vaporizzatore. Dei quattro che ho provato io, comunque ce ne sono due che spiccano di gran lunga, il Mighty e il VapCap. Se te lo puoi permettere, consiglierei il Mighty. È veramente eccellente, il miglior vaporizzatore che io abbia provato fino ad oggi non solo per l’hashish ma per tutti i materiali. Ma per coloro che vogliono stare attenti alle spese o che semplicemente vogliono un secondo vaporizzatore, non ci si può sbagliare con il VapCap.

Per quanto riguarda gli altri due partecipanti: scordatevi del Firefly 2, non ci si ricava un bel niente, il PAX 3 invece funziona discretamente ma era un po’ troppo difficile da riempire per poterlo raccomandare come vaporizzatore inteso principalmente per il consumo dell’hashish.

E tu che esperienze hai? Hai provato altri vaporizzatori? Hai qualche altro consiglio? Condividili con noi!

Bill Griffin, autore di Easy Organic Weed

Tutte le immagini per gentile concessione di Bill Griffin


Commenti

  • Zunit 01-02-2018 16:18:29

    Complimenti bellissima trilogia molto interessante. Volevo chiederti a me hanno regalato il vaporizzatore STORM , con questo modello come viene vaporizzato l’hash?

  • Volcanicash 07-04-2018 10:23:23

    Corrected text
    FF2 works fine without concentrate pad and a pipe screen on top of the hash to keep it down, as well as from flying all over the mirror. This is done by bending and flattening the screen to secure hash. You keep bowl and mirrors clean with rubbing alcohol. You also have the pleasure of harvesting the condensate every few puffs.


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